Riattivare l’esperienza: una questione politica. Grande seminario di Diotima


Nella politica delle donne è fondamentale fare riferimento all’esperienza come leva per aprire una contraddizione fertile nel mondo già interpretato dai codici dominanti - in particolare nei contesti dove agiamo -, combattendo così per un significato della realtà che tenga conto della verità soggettiva e dello slancio del reale a cui partecipiamo. Sappiamo che il riferimento alla verità d’esperienza è andato sempre di pari passo con la decostruzione critica delle tante interpretazioni che circolano della realtà. Una cosa non può andare senza l’altra. Tuttavia in questo momento storico molte segnalano la difficoltà nel mettere in parola quell’esperienza viva che può dare uno sguardo diverso e indicare una strada nel presente. Dare un taglio simbolico. La lettura della realtà, che è una delle nostre pratiche più importanti, a volte diventa pura critica al presente, perdendo di vista la scommessa politica che ci guida. Per questo stiamo mettendo nuovamente a tema il ragionare su quel tessuto vivo, ricco di passioni, contraddizioni, desideri, lutti, scoperte che è la nostra esperienza. Non è un tema nuovo per il femminismo, ma nuovo è il contesto in cui si inserisce oggi tale questione. Luisa Muraro in un testo di pochi anni fa segnalava quanto il capitalismo contemporaneo tragga profitto dall’appropriazione della nostra esperienza: “esproprio reso possibile dai progressi dell’informatica”, che così desertifica la vitalità dei vissuti. Invitava a stare in questo conflitto, combattendo con le uniche armi a disposizione: “con l’autenticità della presa di coscienza, con la ricerca della verità soggettiva, con la pratica delle relazioni, con la fiducia nelle altre donne”. Per muoverci sensatamente è come se dovessimo ricominciare dagli inizi: dall’esperienza vissuta soggettivamente e spartita con altre e altri. Mettendo in gioco tutto quello che abbiamo e facendolo circolare: il sentire del corpo con il suo lato inconscio, l’immaginazione attiva che ci pone creativamente in relazione all’altro, l’attenzione all’enigma che si svela e si vela nell’esperienza. E questo attingendo al dono prezioso di pensare con le altre e con loro dare parola a quel che viviamo. Vitali dunque le domande: cosa significa oggi esperienza? Quale la sua forza politica? Che rapporto con il contesto contemporaneo? Come la verità soggettiva diviene parola condivisa?
Referente
Maria Livia  Alga  -  Rosanna  Cima

Data inizio
2 ottobre 2026

Data fine
6 novembre 2026

Dipartimenti Afferenti
Scienze Umane


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